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Metodo OsteomindIl Metodo OsteoMind ha radici molto lontane.

Il percorso che mi ha portata alla scoperta di questa tecnica, è stato molto lungo. Potrei in altre parole definirlo un viaggio all’interno di me stessa, dato che ha avuto inizio nel 2008, anno in cui ho conseguito il diploma di Osteopatia.

Ad essere sincera, terminata la scuola di Osteopatia sono entrata in una grossa crisi esistenziale.

A quei tempi seguivo una squadra di basket, ma raramente utilizzavo le tecniche studiate. Ero essenzialmente una massaggiatrice sportiva, e questo mi demoralizzava non poco.

Inoltre, oggi lo posso affermare senza alcuna vergogna,  la mia autostima era sotto i piedi ed il valore che davo a me stessa era pari a zero.

E’ per questo motivo che ho iniziato a guardarmi intorno, cercando altri corsi da seguire che potessero stimolarmi.

L’insoddisfazione mi portava ad essere costantemente alla ricerca di qualcosa di diverso, qualcosa che mi facesse vibrare l’animo, ma non sapevo assolutamente identificare cosa fosse.

Oggi so senza ombra di dubbio, che il sentiero intrapreso era quello giusto, ma per esserne consapevole e pronta a percorrerlo, ho dovuto attraversare e scalare molte montagne.

La prima svolta è arrivata nel 2014 quando mi sono iscritta al corso sulla “Medicina di Hamer“.

Sono rimasta subito affascinata dalla storia di vita di questo medico. Dalla tragedia della morte del figlio, alla sua malattia ed infine i suoi studi. Credeva ardentemente nella sua teoria, giusta o sbagliata che fosse, e non ha mai mollato fino alla fine dei suoi giorni.

Da quel momento ho iniziato ad osservare i pazienti basandomi su differenti punti di vista. Ponevo loro numerose domande per trovare dei riscontri agli studi di Hamer. Naturalmente inizialmente tenevo per me tutte le considerazioni, ma nel corso del tempo, ho iniziato a comunicarle anche ai miei pazienti.

Premettendo che in caso di malattie gravi, ci dobbiamo sempre affidare alla medicina tradizionale, sono altresì fortemente convinta che la parte emotiva/mentale giochi un ruolo paritario nella guarigione del paziente, e che pertanto non deve essere sottovalutata.

Il percorso intrapreso mi ha portata quindi a conoscere Jean-Pierre Barral (osteopata francese) che considero a tutti gli effetti il mio primo mentore. E’ così che  inizialmente dò vita alla PsicOsteopatia. Quest’ultima è l’integrazione di due discipline: l’approccio osteopatico e l’approccio alla psiche.

Secondo questo principio,  “Il corpo ha la memoria lunga: paure, traumi, shock emotivi e fisici vi si imprimono e vi restano scolpiti. Quando si risvegliano, per un evento o per un momento di fragilità, lo fanno a volte sotto un’altra forma o in un punto diverso. Il corpo viene visto nella sua globalità (fisica e psichica); è infatti possibile curare un problema emozionale trattando un organo, proprio come si può curare un organo trattando un problema emozionale“.

Abbracciando questa consapevolezza, la mia strada si è trasformata in un fiume in piena.

Coglievo ovunque segnali che mi riconducevano a questo principio, e si moltiplicava la scoperta di libri inerenti questa mia nuova visione. Il mio percorso non era però ancora concluso, ed è così che mi sono imbattuta sul mio secondo mentore, Alexander Lowen, psicoterapeuta corporeo. La lettura di “Linguaggio del corpo” e “Bioenergetica”, hanno rafforzato tutte le mie certezze.

Ed è a questo punto che ho deciso di iscrivermi ad una scuola triennale di Counseling, la Professional Counseling School di Firenze. E’ un cammino di crescita che consiglio vivamente a tutti di fare, anche solo come percorso personale. Mediante la scuola di Counseling, ho avuto modo di ampliare le mie conoscenze relative alla sfera emozionale, ma sopratutto all’arte dell’ascolto.

Ma ancora  una volta mi sono fermata e mi sono interrogata. Come integrare adeguatamente queste due discipline?

Chiedi e ti sarà dato

Ecco arrivato il tassello di congiunzione mancante:  “Terapia Somato Emozionale – Dialogo terapeutico”.

Si tratta di una particolare terapia che si svolge sia sul piano fisico che sul dialogo. Attraverso l’immaginazione si entra in contatto con l’inconscio, al fine di riuscire a sbrogliare problematiche irrisolte che sono rimaste sepolte.

Non contenta ho aggiunto al mio bagaglio di studi, anche un corso di Mindfulness. E’ una disciplina che si fonda sul principio del prestare attenzione, che come è stato per il Counselig, mi ha portata dapprima un benessere personale così genuino e soddisfacente, che ho poi voluto trasmettere agli altri.

Ed ecco come a distanza di 15 anni, centinaia di corsi, miliardi di libri e tanta terapia personale è nato il

Il mio Metodo OsteoMind

Questa pratica è la fusione di 3 discipline: Osteopatia, Counseling e Mindfulness.

Con l’Osteopatia impariamo a prenderci cura del nostro corpo, attraverso il Counseling scopriamo la difficilissima arte di ascoltare se stessi, e con la Mindfulness, capiamo come prestare attenzione ai nostri pensieri e a vivere nel presente.

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