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corpo e mente

Quante volte sentiamo o leggiamo che “Il corpo e la mente sono connessi”.

Si ma in che senso, e come?

Ho comprato e letto centinaia di libri sull’argomento – un giorno o l’altro aprirò una libreria – e fondendo le varie informazioni, sono riuscita a capire come funzioniamo. Ecco perché considero il Metodo OsteoMind un “Viaggio alla scoperta di se stessi”, in primis per me stessa.

Cercherò di spiegarvi la teoria nel modo più semplice possibile. Per quanto riguarda la pratica, l’ho trovata all’inizio molto faticosa, ma quando si prende il via, almeno per me è diventato come un gioco, dove spesso mi ritrovo anche a ridere da sola.

Da tutto questo ho estrapolato tre concetti importanti.

Partiamo con il  primo:  Io non sono la mia mente.

Ma come è possibile, vi chiederete?  È stata la mia stessa reazione. Quindi  la frase di Cartesio “Cogito ergo sum – penso dunque sono” è, come si direbbe oggi, una fake news?

La risposta è Ni, perché  io sono deve essere inteso come qualcosa di diverso dal nome e dalla forma, ma la nostra vera Essenza.

Innanzitutto bisogna fare una distinzione tra cervello e mente.

La mente si riferisce alle funzioni cognitive e psichiche dell’individuo, come la percezione, il pensiero, la memoria e l’emozione.

Il cervello è l’organo fisico che supporta e controlla queste funzioni.

La nostra mente è un magazzino pieno di informazioni e di pensieri, ma soprattutto di esperienze che ciascuno di noi acquisisce nel tempo.

Attraverso queste ultime, creiamo degli schemi mentali che delineano la nostra identità. Ma ecco l’inghippo! Tutti siamo portati a tracciare un’immagine mentale di chi siamo, basandoci sul condizionamento personale e culturale. Si tratta quindi di una identificazione con la mente, perciò, di un falso sé.

Questa identificazione con la mente rende il pensiero compulsivo, generando pauresofferenze e conflitti.

La nostra vera natura si conosce solo quando la mente è tranquilla.

Ed è da questa nozione, che prende vita il secondo concetto: la mente è l’unica cosa che possiamo controllare. controllo della mente

È  veramente così, e la si ottiene attraverso la consapevolezza dei pensieri.

Quando chiedo ai miei pazienti di prendere consapevolezza del proprio corpo nel momento presente, possiamo anche prendere consapevolezza dei pensieri che affollano la nostra mente.

La nostra mente non sta mai ferma. Vi siete mai accorti di quella vocina che vi parla ininterrottamente?

Ecco sono i pensieri della vostra mente, del vostro Ego, ma si tratta di pensieri non consapevoli.

La vocina in questione, se non siamo presenti a noi stessi, appartiene alla mente condizionata che, a sua volta, è il prodotto di tutta la nostra storia trascorsa, ovvero, del modo di pensare culturale e collettivo che abbiamo ereditato.

L’importante è distogliere l’attenzione dal passato e dal futuro, fermarsi e diventare un osservatore silenzioso” di ciò che ci sta accadendo in quel preciso istante.

Provate a fermarvi in questo momento ed osservate i vostri pensieri. Vi renderete conto che si calmano, e che quindi li potete controllare. 

E così arriviamo al terzo ed ultimo concetto: le emozioni sono il nostro riflesso della mente, quindi dei pensieri sul corpo.

Questo pensiero è quello che più attira la mia attenzione, perché si riferisce alla connessione mente (pensieri) e corpo.

Partiamo dal presupposto che i pensieri generano sempre delle emozioni, sia in positivo che in negativo, e che questi generano la secrezione di ormoni.

Facciamo a questo proposito un esempio:

Se il mio pensiero è direzionato verso una situazione di conflitto a livello lavorativo, l’emozione che può scaturire può essere di rabbia, di tristezza, oppure di paura, causando così un’alterazione di equilibrio biochimico del corpo.

A questo punto il  corpo secerne alcuni ormoni che attivano il corpo. In questo caso può essere secreto il cosiddetto “ormone dello stress”, anche conosciuto come cortisolo.

Questo ormone, potenzia l’attività muscolare e diminuisce quella mentale, quindi mette il corpo in uno stato di allerta, che a sua volta si irrigidisce generando tensioni.

Ma se facciamo attenzione, non si tratta di uno stato di allerta reale (come ad esempio, il pericolo imminente di una macchina che sta per investirci), ma è semplicemente indotto da un pensiero.

Questo ci riconduce al passaggio precedente circa l’importanza di osservare le nostre emozioni, facendole così rientrare in uno stato di consapevolezza.

Da quando ho fatto mia questa nozione, ho iniziato a fare attenzione alle mie emozioni e alle reazioni del mio corpo. Mi sono accorta che quando mi perdo nei miei pensieri – pensieri inconsapevoli – il mio addome si contrae.

E’ a questo punto che mi fermo ed inizio a osservare…e tutto magicamente cambia.

“La causa principale della sofferenza non è mai la situazione in cui ti trovi, ma i tuoi pensieri riguardo a essa.

La tua reazione ad una situazione ha il potere di cambiare la situazione stessa”

(Eckhart Tolle)

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