In questo articolo spiegherò come funziona un trattamento con Metodo OsteoMind, metodo che unisce tecniche osteopatiche e dialogo terapeutico.
Nella prima parte verrà esposto il classico trattamento “osteopatico” con successiva descrizione “dolori-messaggi”.
Nella seconda parte verrà esposto il “dialogo terapeutico” vero e proprio, ma non integrale.
Per privacy il paziente verrà chiamato Dude.
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Dude si è presentato in studio con dolore alla cervicale, alle spalle e con frequenti crampi ai polpacci.
Durante la prima valutazione posturale è stato riscontrato una postura in anteriorità, spalle rigide, mandibola contratta, diaframma bloccato con relativa tensione alle vertebre dorsali e bacino ruotato.
Al primo trattamento sono state lavorate le Fasce sia anteriori che posteriori con tecniche osteopatiche fasciali, poi è stato lavorato l’Addome e lo Stomaco con tecniche osteopatiche viscerali e il Diaframma.
Successivamente è stato utilizzato il trattamento Cranio-Sacrale, mettendo particolare attenzione alla Mandibola.
Terminato il trattamento è stato rivalutato la postura e messo al corrente Dude dei messaggi che il corpo poteva volergli inviare.
DOLORE CERVICALE:
*Rappresenta il passaggio delle idee
*La capacità di guardare i diversi aspetti di una situazione
*La capacità di riflettere sulle proprie motivazioni e azioni
*Mancanza autostima sul piano intellettuale
*Situazione che non voglio guardare
*Sentirsi colpevoli per il fatto di non capire o di aver preso una decisione sbagliata.
*Sentirsi sminuito
DOLORE SPALLE:
*Rappresenta la capacità di portare o sostenere dei pesi.
*Sentirsi troppe responsabilità
CRAMPI POLPACCI:
*I polpacci rappresentano la nostra capacità di avanzare rapidamente, quindi legato alla sensazione
che le cose vadano troppo in fretta o ansia di non procedere abbastanza in fretta.
*Rappresenta la paura di non essere abbastanza competitivo.
*Timore di non farcela.
Per quanto riguarda la MANDIBOLA:
*rappresenta la capacità di afferrare la vita, le nuove idee.
*E’ molto importante a livello di comunicazione, il non tirare fuori quello che si pensa può portarla a tenerla serrata.
*può esprimere collera o rabbia trattenuta, ansia e forte apprensione, paura e non fiducia in sé,
svalutazione della nostra capacità decisionale.
Nel secondo trattamento è stato utilizzato il Metodo OsteoMind associato al trattamento Cranio-Sacrale.
Mentre stavo trattando l’osso sacro ho chiesto a Dude di chiudere gli occhi e di mettere attenzione al dolore che sentiva al collo.
V: “Dude se tu dovessi dare un immagine al dolore che senti, che immagine vedi? Va bene qualsiasi immagine, lascia andare l’immaginazione.
(Dopo un momento di pausa)
D: “Potrei associarci una farfalla”
V: “Ok. Ma riesci a vederla ed a visualizzarla? ”
D: “Si.”
V:”Sapresti descrivermela?”
D: “Direi una farfalla molto stilizzata, dove la testa è la mia testa, il corpo il collo e le ali sono le mie scapole.”
V:”Perfetto. Guardando l’immagine che emozioni e sensazioni provi?”
D:”Mmmmm… Non mi piace un granché.”
(Spesso si fa fatica a dire quello che si sente, a contattare le proprie emozioni, è più semplice dare un giudizio)
V:”Non ti piace un granché? E quindi che cosa senti guardandola? Proviamo a partire dalle emozioni di base, tipo gioia, rabbia, tristezza, paura…..”
D: “Direi tristezza”
(Lascio un pò di tempo per sentire bene l’emozione)
V: “Ora ritorna all’immagine della farfalla e dimmi se è cambiata o se per caso è sempre uguale”
D: “Sempre uguale, forse più piccola, ma anche no, direi uguale.”
V: “Proviamo un’altra strada. In generale, che significato dai all’immagine della farfalla?”
D:” Per me è sinonimo di libertà”
V: “Bene. Per capire meglio vorrei che tu mi spiegassi come mai prima hai associato alla farfalla l’emozione di tristezza e poi le hai dato un significato di libertà.”
(E’ molto importante ricordarsi le parole che vengono utilizzate dai pazienti per poi riutilizzarle nelle domande)
D:”Non saprei cosa rispondere, in effetti.”
V: “Cosa ne pensi della libertà?”
D: “Che dire. La vorrei ma…..Non mi sento libero, specialmente di parlare apertamente di quello che penso e provo con i miei genitori.”
V: “Spiegami meglio.”
D: “Mi sento molto lontano dal loro pensiero e quando cerco di fargli vedere il mio punto di vista, non mi sento ascoltato, compreso, allora mi innervosisco, alzo la voce e torno nella mia stanza”.
V:”Hai mai provato a cambiare qualcosa?”
D: “In che senso?”.
V:”Quando si risponde sempre allo stesso modo a una determinata situazione, è probabile ottenere sempre lo stesso risultato. Ti sei mai chiesto cosa accadrebbe cambiando reazione?”
D: “No. E cosa potrei fare?”
V: “Eh…. questo io non lo posso sapere. Ma puoi provare a pensarci mentre io ora passo a lavorare il Cranio e la Mandibola.”
Solitamente il dialogo termina sempre con qualcosa su cui riflettere, ed io a quel punto passo a lavorare sul Cranio fino alla fine del trattamento.
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Il dialogo riportato, come già detto, non è integrale, ma è un esempio pratico di come funziona il trattamento con il MetodoOsteoMind: che aiuta a connettersi con la nostra parte più profonda, a rimanere nel presente e a raggiungere la consapevolezza che il corpo è lo specchio dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.
“A volte quando non troviamo le parole
il corpo lo dice per noi.”



